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Tennico, molto tannico…pure troppo!

Ieri ho concluso il minicorso di degustazione vini.

Devo dire che ho imparato un sacco di cose, oltre al piacevole vantaggio di giuscirmi ad ubriacare per 6 Mercoledi’ consecutivi.

Il corso infatti iniziava verso le 8 di sera. Nella prima ora e mezza abbiamo fatto teoria. Ci hanno spiagato cosa significa degustare vini: e’ infatti molto differente bere vino e degustarlo. Non che sia diventato un somelier professionista, ma incomincio a capire cosa significa quando l’enologo del TG5 descrive i vini con aggettivi tipo “sentore di frutta matura”, “tannini sgarbati” o intensita’ e persistenza.

Nella degustazione infatti lo scopo e’ quello di descrivere il vino, elencandone le caratteristiche visive, olfattive e gustative. Capire se un vino e’ bilanciato (cioe’ che le componenti di durezza e morbidezza sono ben bilanciate) e maturo (cioe’ che non puo’ migliorare ulteriormente con il tempo) non e’ semplice. Inoltre bisogna riuscire a capire che caratteristiche ha il vino, al di la’ che sia di vostro gusto o meno.

Finalmente, dicevo, ho capito che cosa significano parole come tannico, persistenza e intensita’. Un vino e’ tannico quando una volta bevuto risulta pastoso, gratta la lingua e da un senso di astringenza. La persistenza e’ una carattristica del gusto e del profumo: tanto piu’ e’ persistente quanto piu’ dura nel tempo il profumo/sapore. L’intensita’ invece si spiega con l’esempio delle rose: l’odore di un mazzo fatto da una rosa e’ molto meno intenso di un mazzo di 100 rose.

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