R: Cittadella universitaria pedonalizzata

A: roberto.battistini2@unibo.it

Gentile Ing. Battistini,

mi rivolgo a lei in qualità di Mobility Manager. Se per errore ho inviato la mail ad un indirizzo errato, la prego di scusarmi e di ignorare la presente.

Le scrivo per esprimere il mio disappunto per l’iniziativa in oggetto.

Personalmente ritengo che la necessità di mobilità della città debba prevaricare sugli interessi dell’università, che do per scontato essere in buona fede e orientati al bene comune.

Il programma messo in atto dalla corrente amministrazione comunale (non sono al corrente dei vs rapporti con tale amministrazione) è stato impostato sulla chiusura del centro al traffico. Ha portato, come è evidente, all’aumento del traffico al di fuori delle zone ZTL generando piccoli, ma quotidiani disagi. Ha isolato esercizi commerciali che hanno perso parte del loro fatturato per evidente diminuzione della clientela. Ha portato l’aumenti della criminalità e della microcriminalità in zone quali Via Rizzoli (davanti a Spizzico per intenderci), Via Ugo Bassi (dove la mia ragazza ha subito uno scippo Venerdì scorso), poiché abbandonate dal normale passaggio. La stessa Via delle Moline è, di giorno e di notte, frequentata dalla feccia di Bologna.

Un altro motivo di disappunto è la scelta di impedire l’accesso ai motorini. Immagino siate consapevoli che la maggioranza del popoli dell’università si muove con mezzi pubblici o motorini. (Tralascio l’assurdità del costo di 2€/h dei parcheggi.)

Non mi è chiaro come mai avete scelto di installare telecamere, al posto dei ben più efficaci dissuasori. Il messaggio che ne traspare, con un po’ malizia, è che l’operazione abbia un secondo fine implicito di “fare cassa”. Non me lo spiego. Gli studenti già si lamentano di essere tartassati. Almeno le tasse sono esplicite e sono propedeutiche alla fornitura di servizi. Le multe sono tegole inutili e non necessarie. E’ previsto almeno un termine di prova per abituare il traffico alle nuove disposizioni?

E’ possibile che la sua eventuale risposta riporti che la zona pedonalizzata è limitata (ammetto di non avere ben chiaro quali strade verranno pedonalizzate, l’ausilio di una mappa sarebbe stato gradito, google maps ne fornisce di ottime), ma io preferisco attivarmi e scriverle prima che tali zone si moltiplichino. Sono per me già troppe.

Nella mia mente, vedo modelli di organizzazione urbana come quelli di Salamanca o dell’Ecole di economia di Rems, o dell’università La Jolla di San Diego o il MIT di Boston, in cui un campus dedicato, completo di servizi efficienti ed esclusivi raccolgono le esigenze dell’Università di Bologna, studenti e docenti, fuori dai centri cittadini.
Sarebbe bello riqualificare l’attuale zona universitaria, portando i Bolognesi e i suoi lavoratori ad utilizzarla e a viverla. Attualmente sono troppi gli studenti e i non studenti che campeggiano tra le strade del centro. Sono troppi gli appartamenti affittati in nero e mal mantenuti (ne ho frequentati molti). Sono troppi gli schiamazzi notturni e i puzzi di urina di piazza Santo Stefano.

Non vorrei prolungarmi oltre, so di essere stato sufficientemente prolisso, ma desidero far sentire la mia opinione in protesta alla vostra iniziativa, nella intima speranza di sbagliarmi e che il vostro progetto possa confermare i vostri studi di fattibilità e sostenibilità.

Sono a sua disposizione per approfondire l’argomento, se lo desidera.

Cordiali saluti,

Marco Fabbri

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